Antichi egizi e titolo dell’oro. Ecco perché un buon chimico non può odiare la storia

08-02-2016

Se oggi sappiamo determinare scientificamente il peso dell'oro, il merito è tutto degli antichi egizi che conoscevano e praticavano il metodo della coppellazione, usato ancora oggi per individuare il titolo dell'oro.

Nei laboratori Eurolab, infatti, eseguiamo ancora questo processo, seppur con strumenti moderni e con tempistiche molto ridotte.

Ma come avviene il saggio dell'oro per coppellazione?
 

Dopo aver pesato il campione di lega d'oro viene aggiunta una quantità di argento pari a tre volte il peso del campione. Questo passaggio, utile per facilitare la coppellazione, non era eseguito dagli antichi egizi, visto che il loro scopo era solo quello di separare l'oro da altri materiali non preziosi. Immaginate di avere con noi nei laboratori Eurolab, un antico artigiano egizio di nome Horus. Vedendoci aggiungere l'argento all'oro, resterebbe un po' sorpreso!

 

Oro e argento sono inseriti in contenitori (coppelle) di magnesite e messi in un forno che raggiunge 1130°. Qui Horus direbbe: “Ma chi tiene acceso il fuoco?”. Nell'antico Egitto il forno veniva tenuto acceso per giorni per raggiungere le alte temperature e il fuoco era tenuto in vita da due schiavi: uno azionava un mantice a pedale e l'altro vi soffiava sopra. Inoltre non c'erano contenitori pronti all'uso: si usavano crogioli con ceneri d'ossa per assorbire i metalli non preziosi.

 

All'interno del forno tutto ciò che non è oro e argento viene assorbito dal contenitore. A questo punto il nostro amico Horus sarebbe contentissimo e avrebbe ottenuto il suo metallo prezioso, ma noi vogliamo determinare il titolo (caratura) dell'oro. L'antico egizio allora resta con noi per vedere come va a finire.

 

I due metalli rimanenti vengono appiattiti con un martello e riscaldati nuovamente per poter dare loro la forma di un cono (che Horus vedrebbe come piccola piramide rovesciata!). I coni sono inseriti in contenitori di vetro pirex, i quali vengono riscaldati con l'acido nitrico in una cappa di aspirazione. Stregoneria pura per Horus. Grazie a questa “magia” che noi chiamiamo chimica tutto ciò che non è oro si scioglie e il campione rimanente può essere pesato nuovamente per la determinazione dell'effettivo titolo dell'oro. A questo punto il nostro amico egizio capirebbe che ai suoi tempi il metallo prezioso ottenuto non era poi così prezioso come pensava, ma poco male. Ci rivolgerebbe un sorriso soddisfatto e ci chiederebbe: “Sono passati millenni e utilizzate ancora le nostre tecniche di base per pesare l'oro. Sono così orgoglioso di essere parte del mio antico popolo!”

 
 
 

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